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100 anni di energia

03 aprile 2026

Sulla base del RDL del 3 aprile 1926, il 19 maggio si costituisce l'Agip

 

L'Agip nasce nell'aprile del 1926 con una legge dello Stato. L'intento è quello di dare una risposta alle necessità energetiche italiane e in particolare provare a presidiare il settore degli idrocarburi. In una relazione al Consiglio dei Ministri del marzo del 1926 il Ministro delle Finanze suggerisce di approvare la costituzione di "una grande azienda di carattere industriale completamente autonoma" deputata al commercio dei carburanti e alle ricerche petrolifere, affinché rappresenti una tutela degli interessi nazionali e un contenimento della libertà di azione dei players internazionali. L'atto del 19 maggio costituisce l'Azienda Generale Italiana Petroli, con un capitale sociale di 100 milioni di lire ripartito tra lo Stato (60%) e due Enti pubblici (40%).

 

Una grande azienda di carattere industriale completamente autonoma

Il documentario

Ritratto di una grande impresa è un documentario prodotto da Eni nel 1961 con la regia di Giacomo Vaccari che racconta la costituzione e l'evoluzione del Gruppo partendo dalla nascita dell'Agip. Qui il film completo 

La gestione e le attività

Alla nuova società, che ha la forma di una "holding company" con funzioni di direzione e coordinamento, vengono affidate tutte le attività relative alla produzione, lavorazione e commercio di idrocarburi ed olii minerali, con facoltà di interventi regolatori e di "iniziative d'ogni genere nel movimento mondiale dei petroli". Per un Paese determinato a competere con grandi potenze industriali, impostare una strategia risolutiva al "problema del petrolio" nazionale è una necessità: gli idrocarburi sono il motore della modernità e l'Italia non può restare a guardare.

All'atto della costituzione, Agip prende il controllo di Snom (Società Nazionale Olii Minerali di Milano) cui viene assegnato il commercio dei combustibili minerali liquidi, e di Romsa (Raffineria Olii Minerali Società Autonoma di Fiume) che già commerciava i lubrificanti minerali in Italia e all'estero. Nel suo primo Bilancio si riconosce che "debba essere valutato al suo attivo anche l'utile arrecato all'economia generale del Paese".

Si procede anzitutto per acquisizioni di partecipazioni societarie (in Iraq, con quote della British Oil Development e in Romania tramite Prahova, da cui arriverà nel 1931 il primo carico di greggio per la Raffineria di Fiume) e di impianti per il ciclo di raffinazione, per esempio la Dicsa di Porto Marghera. Poi, in jointventure con la Montecatini, viene creata l'Anic, che opera nei due grandi impianti di Livorno e di Bari. Nel 1940 l'Agip è ormai in grado di controllare il 50% della capacità di raffinazione del paese.

Gli idrocarburi sono  il motore della modernità e l'Italia non può restare a guardare

L'attività mineraria

Nell'art. 6 del Decreto vengono affidate ad Agip anche le esplorazioni del sottosuolo italiano per la scoperta e messa in produzione di giacimenti petroliferi. 

L'intenso lavoro di rilevamenti e sondaggi porta alla scoperta del giacimento a gas di Podenzano, nella Pianura Padana. Intuite le potenzialità dell'area vengono individuati ed esplorati nel 1931 anche i vicini campi di Fontevivo, Rio delle Ferdane e Miano. L'entusiasmo e il ritmo delle squadre permettono di incrementare da 10 a 70 gli impianti di perforazione nel triennio 1929-1932.

Le analisi di laboratorio si fanno più moderne, le campagne geologiche più accurate, e viene introdotta una nuova tecnica di perforazione a trivelle rotanti che permette di raggiungere i 2000 metri di profondità. Si avvia l'esplorazione petrolifera in Abruzzo, Basilicata e Sicilia e nell'Africa Orientale Italiana. Si avvia il progetto del primo metanodotto che porterà il gas di Podenzano a Piacenza. 

Ma il punto di svolta per Agip è l'introduzione, per primi in Europa, della sismica a riflessione a cavallo degli anni '30-'40; sarà questa tecnologia a garantire nuove possibilità esplorative, dalla Pianura Padana alla Basilicata. Nel 1940 viene assorbita in Albania l'Aipa (Azienda Italiana Petroli Albania); poi con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale tutte le attività si riducono e in molti casi di fermano del tutto. Nonostante ciò nel 1944 il pozzo Caviaga 1 incontra un importante accumulo di gas naturale, anche se la scoperta non viene comunicata a causa del periodo di occupazione. Alla fine della guerra, nel 1945, il nuovo governo decide la dismissione dell'Agip e nomina un Commissario straordinario per la sua liquidazione. Quel Commissario è Enrico Mattei. Approfondisci

Alla fine della guerra nel 1945 il nuovo governo nomina un Commissario straordinario per la dismissione dell'Agip

La ripartenza

Proprio a Caviaga Mattei decide di proseguire le ricerche; è il suo atto di disobbedienza a cambiare le sorti dell'Agip. Le potenzialità della Pianura Padana vengono confermate da un secondo pozzo a Caviaga, da quello vicino di Ripalta e nel 1948 dall'importante scoperta di Cortemaggiore. Il nuovo metanodotto Lodi-Bergamo consente alle aziende del nord di agganciarsi alla nuova energia e l'Italia inizia a ricostruirsi. Gli operai vengono addestrati e con la Società Nazionale Metanodotti (Snam) si dà avvio ad un'importante attività di metanizzazione. Il metano è a tutti gli effetti il ​​motore di rinascita del Paese; grazie al nuovo giacimento individuato a Ravenna nel 1952 le riserve Agip raggiungono i 30 miliardi di metri cubi di gas naturale. La necessità di strutturarsi per ampliare la capacità di espansione porta dunque il 10 febbraio del 1953 alla nascita dell'Ente Nazionale Idrocarburi (Eni). Approfondisci

Il metano diventa a tutti gli effetti il motore di rinascita del nostro Paese

I successi

Nel nuovo Ente, l'Agip è distribuzione, raffinazione ed esplorazione. Dal 1952 viene avviato il recupero degli impianti che porterà alla realizzazione di una nuova e moderna rete di distribuzione stradale. La rivista inglese "The Architectural Review" definerà Agip "the public face of the italian miracle". Approfondisci

Si moltiplicano le perforazioni in Italia (Gela 1959, Ferrandina 1959, Ravenna 1960, Gagliano 1960, S.Salvo 1960, Cupello 1960, Pisticci 1961 e Porto Corsini 1964) e ripartono quelle all'estero, in Egitto (Ieoc 1955, Belaym e ​​Abu Rudeis), Iran (Nioc 1957), Tunisia (Sitep 1963, El Borma), Marocco, Sudan, Nigeria. L'incontro con nuove e diverse culture arricchisce l'archivio di testimonianze uniche di antropologia culturale. Approfondisci

Alla soglia degli anni '70 l'azienda detiene quasi 1 milione di chilometri quadrati di superficie di titoli minerari nel mondo, dal Mare del Nord, all'Arabia Saudita, da Abu Dhabi, a Qatar e Madagascar; Stati Uniti, Olanda, Argentina, Indonesia, Congo e Colombia ma anche Tanzania e Tailandia. In Norvegia si scopre il giacimento Ekofisk e in Congo l'Emeraude, primo esempio al mondo di recupero assistito tramite vapore applicato offshore.

 

L'incontro con nuove e differenti culture arricchisce l'archivio di testimonianze uniche

Gli anni '70-'90

L'azienda amplia la presenza internazionale con ricerche in Groenlandia e con nuove scoperte in Mare del Nord, Congo e Nigeria, affermandosi nell'offshore: a Loango vengono impiegate per la prima volta le piattaforme "a gravità". Nel 1972 la prima scoperta nel Mar Ionio; in ottica di diversificazione Agip avvia anche una propria ricerca di uranio. A metà anni '70 si moltiplicano le joint venture internazionali e si sviluppano nuove tecnologie per i giacimenti complessi. Nel 1978 un riassetto organizzativo affida la raffinazione ad IP e la distribuzione ad Agip Petroli. Parallelamente vengono affrontati nuovi mercati (Ghana e Vietnam) e si avviano attività geotermiche, eoliche e solari.

Nel 1981 nasce Agip Nucleare; nel 1982 l'azienda è nona al mondo tra le compagnie petrolifere. Nel 1983 si espande in Guinea, Cina e Australia, con nuove scoperte in Angola, Golfo del Messico, canale di Sicilia, Adriatico e Novara.

Con l'arrivo degli anni '90 Agip opera in 24 paesi su 4 continenti, Algeria e Libia portano nuove importanti scoperte e ci si apre a nuovi mercati ad alto potenziale come l'ex Unione Sovietica, il Kazakhstan e l'Azerbaijan. Il 1994 è l'anno record, la produzione di idrocarburi supera la soglia del milione di barili/giorno, consolidando la posizione di Agip tra le majors internazionali. Gli anni Novanta sono anche gli anni della trasformazione: da grande ente pubblico, Eni si trasforma in Gruppo quotato capace di competere nel mondo, mantenendo una forte identità industriale e una solida cultura d'impresa. Approfondisci

Alla fine degli anni '90 Agip viene incorporata da Eni diventando parte integrante del gruppo.

In un'ottica di diversificazione energetica, Agip indirizza le sue attività anche alla ricerca e all'approvvigionamento di nuove fonti energetiche

...ne abbiamo fatta di strada

Un breve documentario del 2006 che ripercorre le tappe e la crescita dell'azienda

Eni

Nel nuovo millennio l'energia è sicurezza, competitività, crescita e sostenibilità ambientale. Eni è un'azienda che da sempre accompagna il Paese nei grandi cambiamenti economici e sociali, ponendo alla base del suo lavoro tecnologia e competenza, diventando una global Energy Tech Company, impegnata nella transizione energetica e nella costruzione di un futuro sempre più sicuro e sostenibile.

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